Disturbi muscolo scheletrici in Italia: prevalenza, tipologie, impatto e prevenzione

Segnaliamo un’interessante ricerca della European Agency for Safety and Health at Work – EU-OSHA sui disturbi muscolo scheletrici (DMS) in Italia: prevalenza, tipologie, impatto e prevenzione.

Prevalenza dei DMS

La percentuale di lavoratori italiani che riferisce quanto il lavoro influisca sulla loro salute è inferiore (29% e 25%, rispettivamente per uomini e donne) rispetto ai livelli medi per i 28 Stati membri dell’UE (UE-28) (39% e 35%, rispettivamente).

La percentuale di lavoratori italiani affetti da mal di schiena, dolori muscolari agli arti inferiori e dolori muscolari alle spalle, al collo e / o agli arti superiori è inferiore alla media UE-28.

Nonostante ciò, i disturbi muscoloscheletrici (DMS) sono il tipo più tipico problema di salute identificato dai lavoratori italiani. Il mal di schiena è il problema di salute più comunemente identificato (51,6% di tutti i lavoratori), seguito dal dolore muscolare agli arti superiori (46,7% di tutti i lavoratori).

Secondo i dati nazionali disponibili, i DMS rappresentano il 65,7% di tutte le malattie professionali riconosciute in Italia. Inoltre, i dati sui principali e specifici tipi di DMS che portano a malattie professionali riconosciute mostrano che le malattie dei tessuti molli e le dorsopatie sono i due tipi più preponderanti di disturbi in Italia. Quattro tipi specifici di DMS (ernia del disco o altro disturbo del disco intervertebrale specificato, sindrome della cuffia dei rotatori, disturbi del disco lombare e altri dischi intervertebrali associati a radicolopatia e squilibrio della spalla) costituiscono fino a due terzi dei casi esistenti.

Impatto dei DMS

Per quanto riguarda i costi e gli altri oneri relativi ai DMS, i dati disponibili mostrano che il numero di anni di vita persi e vissuti con disabilità risultanti da DMS sul lavoro per 100.000 lavoratori rappresenta una percentuale inferiore del numero totale di anni di vita persi e vissuti con disabilità a causa di motivi diversi (cancro, problemi circolatori, lesioni, ecc.) rispetto alla media UE-28.

I dati mostrano anche che una percentuale inferiore di persone in Italia ha segnalato un periodo di assenza dal lavoro a causa di un problema di salute legato al lavoro stesso e che ha comportato un congedo per malattia rispetto al livello medio per l’UE-28, in particolare per quanto riguarda i periodi di congedo più lunghi.

Una percentuale inferiore di dipendenti italiani lavora in aziende che supportano i dipendenti a tornare al lavoro dopo una malattia a lungo termine rispetto alla media UE-28.

Fattori di rischio per i DMS

Una grande percentuale di dipendenti italiani è esposta a fattori fisici sul lavoro che possono metterli a rischio di DMS. Più precisamente, i più importanti fattori di rischio fisico sono le posizioni in piedi, i lavori che coinvolgono movimenti ripetitivi mano / braccio, il lavoro in posizione seduta e il lavoro con computer / laptop, in questo ordine. Un confronto con i dati a livello UE mostra che i quattro fattori di rischio fisico più importanti sono gli stessi in entrambi i casi.

Secondo i dati nazionali, il 74,5% dei lavoratori si sente esposto personalmente a rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro e al rischio di infortuni sul lavoro. Quasi tutti i lavoratori italiani (circa il 95,0%) dichiarano di conoscere l’entità dei rischi presenti nella propria azienda.

La maggior parte delle malattie professionali riconosciute legate ai DMS si presentano nei “lavoratori artigianali, qualificati e agricoli” (il 63,7% del totale, in termini assoluti); al contrario, sono rari tra i lavoratori altamente qualificati come professionisti o legislatori / dirigenti. Le malattie professionali riconosciute legate ai DMS sono particolarmente presenti in settori come l’edilizia, l’agricoltura / la pesca e l’industria manifatturiera.

Anche i fattori di rischio organizzativo e psicosociale svolgono un ruolo come potenziali fattori scatenanti dei DMS. I più rilevanti tra i dipendenti italiani sono il ritmo di lavoro (che dipende anche dalle esigenze delle altre persone, che lavorano a una velocità molto elevata) e la presenza di scadenze ravvicinate. Altri fattori di rischio relativamente importanti includono il ritmo di lavoro imposto dal loro capo, la fatica generale o, in generale, la difficoltà a dormire. Il confronto con i dati a livello di UE mostra che l’importanza relativa dei diversi fattori di rischio organizzativo e psicosociale è simile in Italia. I dati nazionali confermano che un numero relativamente elevato di lavoratori italiani (uno su quattro) riporta negativamente scadenze irraggiungibili, che si traducono in stress e ansia.

Prevenzione

I sondaggi condotti sulle imprese suggeriscono che i dipendenti italiani traggono considerevoli benefici da misure volte a prevenire i DMS nei loro luoghi di lavoro, con percentuali molto simili alla media UE-28. Più precisamente, la percentuale di dipendenti italiani che lavorano in ambienti in cui vi è una rotazione di compiti o la fornitura di attrezzature ergonomiche è leggermente inferiore alla media UE-28, mentre la percentuale di dipendenti italiani in ambienti che incoraggiano le pause regolari è leggermente più alta.

La stessa fonte mostra una percentuale più alta rispetto alla media UE-28 di dipendenti italiani che lavorano in aziende che forniscono formazione nei loro stabilimenti su diverse misure preventive.

Disturbi muscolo scheletrici in Azienda? La soluzione è PARCfor

Il 51% dei lavoratori in Italia (fonte: INAIL) soffre di disturbi alla schiena, il 46,7% lamenta dolori muscolari agli arti superiori. I disturbi muscolo scheletrici (DMS) sono causa del 50% delle assenze dal lavoro e per il 60% delle inabilità permanenti.

I DMS rappresentano, in Italia, il problema di salute più comunemente segnalato dai lavoratori.

Che fare?

PARCfor affianca le aziende fornendo un servizio di consulenza completo:

•             Valutazione dei rischi: MMC (movimentazione manuale carichi), MRAS (movimenti ripetuti agli arti superiori, traino e spinta, valutazione posturale;

•             Formazione del personale sul rischio specifico da MMC e MRAS

•             Riprogettazione ergonomica delle postazioni di lavoro

•             Installazione dei dispositivi di movimento PARC

I dispositivi PARC 410 e 510 si rivolgono alle aziende che:

•             hanno l’obbligo di fare la valutazione del rischio biomeccanico e di adottare misure di tutela per i lavoratori

•             svolgono attività che prevedono, tra le altre, movimentazione manuale carichi e/o movimenti ripetuti

•             vogliono agire un miglior controllo dello stato di salute del lavoratore in particolare di quello che invecchia

Le attività lavorative che espongono i lavoratori al rischio biomeccanico sono caratterizzate da fattori di rischio e cause fisiche specifiche:

•             Movimenti ripetitivi o che richiedono uno sforzo

•             Movimentazione manuale di carichi, specialmente quando si ruota o si piega la schiena

•             Vibrazioni, scarsa illuminazione o lavoro in ambienti freddi

•             L’assunzione di posture scorrette o statiche

•             Il mantenimento prolungato della stessa posizione in piedi o seduta

•             Ritmi intensi di lavoro

Alcune tra le principali attività lavorative a cui si rivolge PARCfor:

  • Lavorazioni a ritmi prefissati e/o con obiettivi di produzione
  • Montaggio, assemblaggio, microassemblaggio su linea;
  • Preparazioni manuali, confezionamento, imballaggi, ecc. su linea;
  • Levigatura e/o sbavatura e/o rifinitura ecc. manuale e/o con strumenti vibranti nella lavorazione del legno, plastica, ceramica, ecc.;
  • Approvvigionamento e/o scarico linea o macchina (torni, frese, presse, macchine da stampa, macchine tessili, filatoi, ecc.) per il trattamento superficiale di manufatti (in metallo, legno, resine, plastica, stoffa, ecc.)
  • Operazioni di cernita, selezione con uso degli arti superiori (ad es. nell’industria ceramica, del bottone, alimentare ecc.);
  • Lavorazione delle carni: macellazione, taglio e confezionamento;
  • Altre lavorazioni a ritmi non vincolati ma eseguiti con continuità e/o a ritmi elevati;

In cosa consistono i dispositivi PARC 410 e PARC 510?

PARC 410 è composto da aste in metallo, facili da fissare a muro o su altre strutture, a cui vengono agganciati gli attrezzi specifici e corrispondenti al segmento muscolo scheletrico maggiormente a rischio di sovraccarico dalla lavorazione svolta.

Ideale per essere collocate a fianco, o comunque vicine, a postazioni di lavoro particolarmente faticose, oppure al termine di un’isola di lavoro in modo tale che, anche i movimenti PARC, finalizzati alla prevenzione e allo scarico della fatica muscolare, possano rientrare nel ciclo lavorativo.

PARC 510 è composto da telaio mobile su cui sono collocati specifici attrezzi ergonomici che consentono a più lavoratori insieme di eseguire movimenti fisioterapici per il benessere muscolo articolare delle parti del corpo maggiormente sollecitate.

Ideale per essere collocato vicino alle aree break/ristoro, nelle aree briefing o fruibile da reparti diversi in virtù della sua estrema facilità di spostamento.

Perché PARCfor conviene alle aziende?

Oggi vogliamo approfondire la tematica della convenienza economica per le aziende nell’adottare i dispositivi di prevenzione muscolo scheletrica, tralasciando solo per un momento gli importanti benefici apportati alla salute delle persone che lavorano.

Sì, perché PARCfor alle aziende conviene.

Vediamo, prima di tutto, i vantaggi diretti.

E’ possibile, in primis, godere di detrazione fiscale, per i costi di acquisto dei dispositivi PARC, negli anni di ammortamento.

E’ possibile ottenere lo sconto INAIL per le aziende che esibiscono l’OT 23/24 (da 30 a 40 punti).

I dispositivi PARC per il benessere muscolare rientrano tra le azioni di welfare aziendale e tra le buone pratiche WHP: il concetto di Promozione della Salute nei contesti occupazionali (workplace health promotion o WHP) presuppone che un’azienda non solo attui tutte le misure per prevenire gli infortuni e le malattie professionali ma si impegni anche ad offrire ai propri lavoratori opportunità per migliorare la propria salute, riducendo i fattori di rischio generali e in particolare quelli maggiormente implicati nella genesi delle malattie croniche.

Grazie a PARCfor è possibile adempiere all’obbligo di legge specifico relativo alle misure di prevenzione per i DMS (D.Lgs 81/08, Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro), con possibile verifica di efficacia dell’azione di miglioramento nel tempo.

Non solo, PARCfor offre ai suoi clienti la possibilità di godere dei vantaggi dei dispositivi PARC scegliendo la soluzione a noleggio e la conseguente deduzione del canone.  

I dispositivi PARC sono in linea con la Campagna sulla Sicurezza 2020/22 promossa dall’ EU-OSHA, l’Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, campagna che mette al centro buone pratiche a livello europeo per la lotta ai disturbi muscolo scheletrici.

La campagna dal titolo “Ambienti di lavoro sani e sicuri che alleggeriscono il carico” ha come obiettivo quello di sensibilizzare i decisori del mondo del lavoro sui disturbi muscolo scheletrici (DMS) legati al lavoro e di promuovere la gestione e la prevenzione di questo problema molto diffuso ed estremamente delicato.

Non meno importanti sono i vantaggi indiretti derivanti dall’adozione delle soluzioni innovative di PARCfor.

In primis, l’abbattimento dei costi relativi alla gestione di malattie muscoloscheletriche e la diminuzione delle ore di lavoro perse. Ricordiamo che i DMS sono la principale causa di assenteismo dal lavoro a livello internazionale.

Da segnalare anche il vantaggio derivante dal miglioramento della capacità lavorativa, della produttività e degli standard di qualità.

E infine, l’aumento del livello di soddisfazione e di motivazione dei lavoratori

PARCfor è davvero un complesso di soluzioni win-win. Per approfondire, clicca qui.