Smart working: dal datore di lavoro al lavoratore ….

smart working datori di lavoro - parcfor.com

In questi ultimi mesi abbiamo sentito molto spesso parlare di Lavoro Agile o Smart Working: un termine che nella modalità operativa ha coinvolto gran parte della popolazione dei lavoratori.

Infatti, nel periodo di emergenza COVID-19, è stato raccomandato dai vari DPCM del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali quale misura di contenimento.

Molte aziende hanno optato per questa modalità di lavoro che, tra l’altro, stando ai dati raccolti di recente, sembrerebbe avere avuto notevole share tra i lavoratori.  L’80% degli italiani, secondo un sondaggio condotto dalla Società IZI su un campione di 1.002 lavoratori italiani tra i 18 e i 65 anni, giudica questa modalità di lavoro molto positivamente e il 37% rinuncerebbe addirittura a una parte dello stipendio per continuare con questa modalità.

Ma come possiamo definire il Lavoro Agile o Smart Working?

L’art.18 della Legge 81/2017 lo definisce come la “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa…

Cosa devono fare i Datori di lavoro?

L’articolo 22 della Legge 81/2017, sopra citata, prescrive che il datore di lavoro debba garantire la salute e la sicurezza di chi svolge la propria prestazione professionale in modalità “agile”.

È, pertanto, richiesto al Datore di Lavoro di consegnare al lavoratore un’informativa, almeno una volta l’anno, in cui siano individuati i rischi generali e specifici derivanti dallo svolgimento del lavoro in modalità agile.

L’articolo 23 della stessa Legge, in tema di protezione,prevede inoltre che il datore di lavoro tuteli il lavoratore rispetto agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali.

Cosa deve fare il lavoratore?

Il lavoratore, ai sensi dell’Art 22 Legge 81/2017, è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal Datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali.

Inoltre, il lavoratore in smart working, ha obblighi informativi e formativi in relazione ai rischi specifici connessi alla propria mansione. In particolare, deve essere informato e formato in merito a:

  • comportamenti di prevenzione generale;
  • raccomandazione generali circa i locali in cui dovrà svolgersi il lavoro agile;
  • raccomandazioni in merito all’illuminazione naturale ed artificiale;
  • raccomandazioni in merito all’aerazione naturale ed artificiale
  • comportamenti in merito all’utilizzo di attrezzature e dispositivi di lavoro come ad esempio PC portatile
  • raccomandazioni in merito al rischio di incendio e gestione delle emergenze.

Dunque i percorsi formativi, organizzati dal Datore di lavoro, in altre parole, vertono sui rischi legati all’ambiente di lavoro, sul layout della postazione e sull’uso dei supporti tecnologici.

A supporto del Datore di Lavoro anche l’INAIL ha predisposto un’informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile, con indicazioni sulle misure di prevenzione generale e specifica e sull’utilizzo sicuro dell’attrezzatura di lavoro.(INFORMATIVA SULLA SALUTE E SICUREZZA NEL LAVORO AGILE AI SENSI DELL’ART. 22, COMMA 1, L. 81/2017).

Naturalmente anche per la modalità di lavoro Smart Working restano validi gli obblighi dei lavoratori come previsto dall’art 20 del D.Lgs 81/08.

…e di cosa si deve preoccupare?

Lo Smart Working, come ogni qualsiasi novità, oltre ai vantaggi già noti, porta con sé anche delle criticità.

Prescindendo per un momento dagli aspetti legati al digital devide(secondo i più recenti dati di Agicom -ottobre 2019- il 30% degli italiani ha problemi di accesso a internet o non ha una dotazione tecnologica adeguata), bisogna ricordare come lo smart working abbia accentuato l’insorgenza di disturbi muscoloscheletrici.

Assosalute (comunicato stampa Maggio 2020) dichiara che il 49% degli italiani soffre di mal di schiena, il 37% di dolori al collo e il 29% di dolori agli arti inferiori. E soprattutto, sostiene – dato non da trascurare – che tali disturbi sono accentuati dalla scarsa attività e dalle posture non corrette assunte durante il lavoro da casa.

Dunque cosa possiamo fare per “alleviare” questi disturbi musco-scheletrici e promuovere il benessere muscolare?

Nuovi modelli e nuovi strumenti per lo Smart Working

E’ innegabile che serva un nuovo modello di vita e di lavoro, che interpreti correttamente i cambiamenti in corso e anticipi problematiche e criticità all’insegna di uno sviluppo coerente e sensato.

Nella nostra narrazione parliamo spesso di ergonomia, della necessità di adottare posture corrette e dei nostri sistemi nati proprio con lo scopo di incentivare la prevenzione e la promozione della salute muscolare.

Nello specifico, abbiamo una grande novità in pista di lancio, nata proprio pensando ai lavoratori “smart”, e a brevissimo la sveleremo al grande pubblico, restate con noi!


ErgoKita: un progetto di intervento ergonomico nel campo dell’istruzione scolastica

Parliamo oggi del progetto ErgoKita, che ha studiato i fattori di rischio relativi ai disordini muscoloscheletrici per gli insegnanti della scuola dell’infanzia e l’effetto e i benefici di un intervento di prevenzione. Lo studio è partito dalla misurazione fisiologica del lavoro, in modo particolare dalle posture disagevoli o scomode (ad esempio stare seduti ed effettuare sollevamenti dei bambini) e ha incluso anche la fornitura di attrezzature ergonomiche.

Il progetto ha incluso anche la progettazione di mobili più ergonomici per gli adulti, oltre che per i bambini, ottenendo un ottimo risultato nel miglioramento della salute dei lavoratori. E’ stata fondamentale la partecipazione dei lavoratori nel processo decisionale perché questo ha stimolato il loro impegno e ha contribuito ad una maggiore sensibilizzazione sul tema ergonomico, modificando quindi il comportamento sia sul luogo di lavoro che al di fuori di esso.

Scenario e problematiche

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) che interessano la parte bassa della schiena, il collo e gli arti superiori e in misura minore anche quelli inferiori sono tra le principali cause di infortunio sul lavoro e hanno un notevole impatto socio-economico.

I fattori di rischio per l’insorgenza dei DMS includono ritmo di lavoro elevato, schemi di movimento ripetitivi, tempo di recupero insufficienti, sollevamento di carichi pesanti (i bambini) e posture scomode del corpo. A questi fattori si aggiungono i rischi dell’ambiente di lavoro in ambito psicosociale (rilevanza dell’aspetto relazionale ed educativo con i bambini e stress nella relazione con i genitori).

Il tipo di attività che sperimentano i professionisti della educazione dei bambini comporta elevati stress fisici e mentali. I fattori di rischio del lavoro delle educatrici dell’infanzia sono determinati sia dalle altezze dei mobili e delle strutture a misura di bambino sia dal sollevamento e dal trasporto dei bambini stessi e infine dall’esecuzione di più compiti contemporaneamente (multitasking).

Le altezze dei tavoli e delle strutture a misura di bambino determina negli insegnanti l’adozione di posture scomode del corpo come piegarsi e chinarsi, accovacciarsi e inginocchiarsi per periodi prolungati mentre si svolgono compiti che richiedono la supervisione dei bambini, la loro alimentazione e la fornitura di cure igieniche. Tutte queste posture non neutre sono considerate fattori di rischio per lo sviluppo di DMS.

Il progetto ErgoKita

Il progetto ErgoKita ha perseguito diversi scopi: uno di questi è stato verificare lo stato delle conoscenze sui rischi derivanti dai carichi di lavoro negli insegnanti delle scuole materne. Inoltre, il carico di lavoro situazionale è stato valutato in modo obiettivo e soggettivo nelle diverse attività compiute dagli insegnanti. Determinando così gli effetti dell’influenza sui fattori e parametri strutturali (come il rapporto insegnante-bambino e le strutture disponibili): a valle di questo sono state quindi  identificate e valutate le misure di prevenzione più adeguate.

La durata del progetto è stata di 4 anni (2011-2014), con un follow-up 2 anni dopo, nel 2016.

Gli studi scientifici sono stati condotti dall’Istituto di sicurezza e salute sul lavoro dell’assicurazione contro gli infortuni sociali tedesca (Institut für Arbeitsschutz der Deutschen Gesetzlichen Unfallversicherung —IFA), dall’Istituto di ergonomia dell’Università di Tecnologia di Darmstadt e dall’Istituto di medicina del lavoro, sociale e ambientale della Goethe University di Francoforte.

Mobili ergonomici

Utilizzando i risultati dell’analisi, i questionari e i seminari condotti durante la fase di raccolta dei dati, è stato costruito un kit “base” di mobili in grado di migliorare l’organizzazione dell’ambiente di lavoro. Questo pacchetto di mobili è stato prodotto dal team di progetto e prevedeva sedute ad hoc per gli insegnanti (sedie, sgabelli, cuscini) e per bambini (letti per bambini e seggioloni), tavoli, scrivanie, panchine e piattaforme su cui i bambini potevano stare in piedi mentre venivano vestiti ed accuditi dagli insegnanti della scuola materna, letti per bambini e tavoli per il cambio dei pannolini con scale allungabili. L’obiettivo era quello di fornire mobili che non solo si adattassero alle esigenze dei bambini, ma evitassero anche posture scomode per gli insegnanti. Per ognuna delle quattro aree di attività (gioco, alimentazione, sonno e cura del corpo) le insegnanti appartenenti al team di progetto hanno discusso su quali mobili avrebbero potuto utilizzare maggiormente nei loro asili e quali cambiamenti rispetto ai loro comportamenti avrebbero potuto applicare per lavorare in un modo più ergonomico e “sano”.

Un nuovo modello comportamentale

Il progetto ErgoKita si è prefisso di cambiare anche il comportamento degli insegnanti della scuola materna. Per modificare il comportamento a favore di un modo di lavorare più ergonomico, sono state condotte sessioni di sensibilizzazione personalizzate. Nel preparare le sessioni di sensibilizzazione, sono stati utilizzati i dati biomeccanici, posturali e video relativi a situazioni lavorative in cui si sono verificate posture scomode.

I video di queste situazioni lavorative sono stati quindi mostrati agli insegnanti della scuola materna e sono stati sviluppati e suggeriti modi per migliorare la postura del corpo nell’esecuzione dell’attività, anche utilizzando i mobili appena adottati.

I questionari compilati dopo l’intervento hanno mostrato che gli insegnanti della scuola materna hanno riscontrato una riduzione notevole delle posture scomode. Questi dati soggettivi sono stati confermati dalla valutazione obiettiva delle medesime posture (inclinazione del tronco, inclinazione laterale del tronco, torsione della schiena) e del carico di lavoro muscoloscheletrico.

Per approfondire clicca QUI.

Disturbi muscolo scheletrici in Italia: prevalenza, tipologie, impatto e prevenzione

Segnaliamo un’interessante ricerca della European Agency for Safety and Health at Work – EU-OSHA sui disturbi muscolo scheletrici (DMS) in Italia: prevalenza, tipologie, impatto e prevenzione.

Prevalenza dei DMS

La percentuale di lavoratori italiani che riferisce quanto il lavoro influisca sulla loro salute è inferiore (29% e 25%, rispettivamente per uomini e donne) rispetto ai livelli medi per i 28 Stati membri dell’UE (UE-28) (39% e 35%, rispettivamente).

La percentuale di lavoratori italiani affetti da mal di schiena, dolori muscolari agli arti inferiori e dolori muscolari alle spalle, al collo e / o agli arti superiori è inferiore alla media UE-28.

Nonostante ciò, i disturbi muscoloscheletrici (DMS) sono il tipo più tipico problema di salute identificato dai lavoratori italiani. Il mal di schiena è il problema di salute più comunemente identificato (51,6% di tutti i lavoratori), seguito dal dolore muscolare agli arti superiori (46,7% di tutti i lavoratori).

Secondo i dati nazionali disponibili, i DMS rappresentano il 65,7% di tutte le malattie professionali riconosciute in Italia. Inoltre, i dati sui principali e specifici tipi di DMS che portano a malattie professionali riconosciute mostrano che le malattie dei tessuti molli e le dorsopatie sono i due tipi più preponderanti di disturbi in Italia. Quattro tipi specifici di DMS (ernia del disco o altro disturbo del disco intervertebrale specificato, sindrome della cuffia dei rotatori, disturbi del disco lombare e altri dischi intervertebrali associati a radicolopatia e squilibrio della spalla) costituiscono fino a due terzi dei casi esistenti.

Impatto dei DMS

Per quanto riguarda i costi e gli altri oneri relativi ai DMS, i dati disponibili mostrano che il numero di anni di vita persi e vissuti con disabilità risultanti da DMS sul lavoro per 100.000 lavoratori rappresenta una percentuale inferiore del numero totale di anni di vita persi e vissuti con disabilità a causa di motivi diversi (cancro, problemi circolatori, lesioni, ecc.) rispetto alla media UE-28.

I dati mostrano anche che una percentuale inferiore di persone in Italia ha segnalato un periodo di assenza dal lavoro a causa di un problema di salute legato al lavoro stesso e che ha comportato un congedo per malattia rispetto al livello medio per l’UE-28, in particolare per quanto riguarda i periodi di congedo più lunghi.

Una percentuale inferiore di dipendenti italiani lavora in aziende che supportano i dipendenti a tornare al lavoro dopo una malattia a lungo termine rispetto alla media UE-28.

Fattori di rischio per i DMS

Una grande percentuale di dipendenti italiani è esposta a fattori fisici sul lavoro che possono metterli a rischio di DMS. Più precisamente, i più importanti fattori di rischio fisico sono le posizioni in piedi, i lavori che coinvolgono movimenti ripetitivi mano / braccio, il lavoro in posizione seduta e il lavoro con computer / laptop, in questo ordine. Un confronto con i dati a livello UE mostra che i quattro fattori di rischio fisico più importanti sono gli stessi in entrambi i casi.

Secondo i dati nazionali, il 74,5% dei lavoratori si sente esposto personalmente a rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro e al rischio di infortuni sul lavoro. Quasi tutti i lavoratori italiani (circa il 95,0%) dichiarano di conoscere l’entità dei rischi presenti nella propria azienda.

La maggior parte delle malattie professionali riconosciute legate ai DMS si presentano nei “lavoratori artigianali, qualificati e agricoli” (il 63,7% del totale, in termini assoluti); al contrario, sono rari tra i lavoratori altamente qualificati come professionisti o legislatori / dirigenti. Le malattie professionali riconosciute legate ai DMS sono particolarmente presenti in settori come l’edilizia, l’agricoltura / la pesca e l’industria manifatturiera.

Anche i fattori di rischio organizzativo e psicosociale svolgono un ruolo come potenziali fattori scatenanti dei DMS. I più rilevanti tra i dipendenti italiani sono il ritmo di lavoro (che dipende anche dalle esigenze delle altre persone, che lavorano a una velocità molto elevata) e la presenza di scadenze ravvicinate. Altri fattori di rischio relativamente importanti includono il ritmo di lavoro imposto dal loro capo, la fatica generale o, in generale, la difficoltà a dormire. Il confronto con i dati a livello di UE mostra che l’importanza relativa dei diversi fattori di rischio organizzativo e psicosociale è simile in Italia. I dati nazionali confermano che un numero relativamente elevato di lavoratori italiani (uno su quattro) riporta negativamente scadenze irraggiungibili, che si traducono in stress e ansia.

Prevenzione

I sondaggi condotti sulle imprese suggeriscono che i dipendenti italiani traggono considerevoli benefici da misure volte a prevenire i DMS nei loro luoghi di lavoro, con percentuali molto simili alla media UE-28. Più precisamente, la percentuale di dipendenti italiani che lavorano in ambienti in cui vi è una rotazione di compiti o la fornitura di attrezzature ergonomiche è leggermente inferiore alla media UE-28, mentre la percentuale di dipendenti italiani in ambienti che incoraggiano le pause regolari è leggermente più alta.

La stessa fonte mostra una percentuale più alta rispetto alla media UE-28 di dipendenti italiani che lavorano in aziende che forniscono formazione nei loro stabilimenti su diverse misure preventive.

Disturbi muscolo scheletrici in Azienda? La soluzione è PARCfor

Il 51% dei lavoratori in Italia (fonte: INAIL) soffre di disturbi alla schiena, il 46,7% lamenta dolori muscolari agli arti superiori. I disturbi muscolo scheletrici (DMS) sono causa del 50% delle assenze dal lavoro e per il 60% delle inabilità permanenti.

I DMS rappresentano, in Italia, il problema di salute più comunemente segnalato dai lavoratori.

Che fare?

PARCfor affianca le aziende fornendo un servizio di consulenza completo:

•             Valutazione dei rischi: MMC (movimentazione manuale carichi), MRAS (movimenti ripetuti agli arti superiori, traino e spinta, valutazione posturale;

•             Formazione del personale sul rischio specifico da MMC e MRAS

•             Riprogettazione ergonomica delle postazioni di lavoro

•             Installazione dei dispositivi di movimento PARC

I dispositivi PARC 410 e 510 si rivolgono alle aziende che:

•             hanno l’obbligo di fare la valutazione del rischio biomeccanico e di adottare misure di tutela per i lavoratori

•             svolgono attività che prevedono, tra le altre, movimentazione manuale carichi e/o movimenti ripetuti

•             vogliono agire un miglior controllo dello stato di salute del lavoratore in particolare di quello che invecchia

Le attività lavorative che espongono i lavoratori al rischio biomeccanico sono caratterizzate da fattori di rischio e cause fisiche specifiche:

•             Movimenti ripetitivi o che richiedono uno sforzo

•             Movimentazione manuale di carichi, specialmente quando si ruota o si piega la schiena

•             Vibrazioni, scarsa illuminazione o lavoro in ambienti freddi

•             L’assunzione di posture scorrette o statiche

•             Il mantenimento prolungato della stessa posizione in piedi o seduta

•             Ritmi intensi di lavoro

Alcune tra le principali attività lavorative a cui si rivolge PARCfor:

  • Lavorazioni a ritmi prefissati e/o con obiettivi di produzione
  • Montaggio, assemblaggio, microassemblaggio su linea;
  • Preparazioni manuali, confezionamento, imballaggi, ecc. su linea;
  • Levigatura e/o sbavatura e/o rifinitura ecc. manuale e/o con strumenti vibranti nella lavorazione del legno, plastica, ceramica, ecc.;
  • Approvvigionamento e/o scarico linea o macchina (torni, frese, presse, macchine da stampa, macchine tessili, filatoi, ecc.) per il trattamento superficiale di manufatti (in metallo, legno, resine, plastica, stoffa, ecc.)
  • Operazioni di cernita, selezione con uso degli arti superiori (ad es. nell’industria ceramica, del bottone, alimentare ecc.);
  • Lavorazione delle carni: macellazione, taglio e confezionamento;
  • Altre lavorazioni a ritmi non vincolati ma eseguiti con continuità e/o a ritmi elevati;

In cosa consistono i dispositivi PARC 410 e PARC 510?

PARC 410 è composto da aste in metallo, facili da fissare a muro o su altre strutture, a cui vengono agganciati gli attrezzi specifici e corrispondenti al segmento muscolo scheletrico maggiormente a rischio di sovraccarico dalla lavorazione svolta.

Ideale per essere collocate a fianco, o comunque vicine, a postazioni di lavoro particolarmente faticose, oppure al termine di un’isola di lavoro in modo tale che, anche i movimenti PARC, finalizzati alla prevenzione e allo scarico della fatica muscolare, possano rientrare nel ciclo lavorativo.

PARC 510 è composto da telaio mobile su cui sono collocati specifici attrezzi ergonomici che consentono a più lavoratori insieme di eseguire movimenti fisioterapici per il benessere muscolo articolare delle parti del corpo maggiormente sollecitate.

Ideale per essere collocato vicino alle aree break/ristoro, nelle aree briefing o fruibile da reparti diversi in virtù della sua estrema facilità di spostamento.

Risveglia il corpo, il cervello ringrazia!

Ti aspetta una giornata chino e curvo sullo smartphone e sul pc? Approfitta dell’energia del risveglio per muoverti e la giornata inizierà con una sferzata di buonumore e di vitalità che durerà fino a sera. Fare movimento appena svegli apporta tantissimi benefici, la giornata riceve un surplus di energia muscolare e mentale notevole, con risultati apprezzabili sulla qualità della vita e sul raggiungimento dei propri obiettivi.
Inizia la giornata in compagnia di una breve sequenza di esercizi che coinvolgano tutto il corpo, dal collo alle punte dei piedi, cosi facendo avrai tolto la ruggine della notte alle tue articolazioni e potrai attivare i muscoli utili al mantenimento della corretta postura.

Il programma di risveglio dura circa 10-15 minuti, procedi senza fretta, dando ai muscoli il tempo di attivarsi.

Ti serve solo un tappetino per gli esercizi a terra, ma va benissimo anche il tappeto di casa, l’importate è che tu sia comodo.

Partiamo dalla posizione eretta e cominciamo a riscaldare prima il collo, per poi scendere via via fino ai piedi. Poi a 4 zampe ed infine Torniamo in piedi per l’ultimo esercizio di riscaldamento delle mani…saranno cosi pronte per tamburellare sulla tastiera.

In piedi, posizione eretta, piedi divaricati un palmo, punte dei piedi parallele.

Partiamo dal collo, troppo spesso affaticato e irrigidito a causa di posizioni scorrette che assumiamo durante il giorno, a volte anche la notte.

Questi esercizi ti sono utili per prevenire i disturbi alla cervicale e mantenere una buona elasticità dei muscoli del collo.

Spalle alle orecchie:  solleva le spalle verso le orecchie fino ad avvertire una leggera tensione nel collo e nelle spalle. Mantieni questa tensione di allungamento per 3 secondi, quindi rilascia e ritorna alla posizione di partenza. Esegui 10 ripetizioni.

Inclina con brio: con la mano destra prendi, inarcando il braccio sul capo, la parte sinistra del viso e fai una lieve pressione per inclinare il capo verso la spalla; lo stesso movimento va fatto poi con la mano sinistra, prendendo la parte destra del viso. Fai attenzione a mantenere diritta la schiena. Le posizioni devono essere mantenute 3 secondi e i movimenti indicati vanno ripetuti 10 volte per lato.

Mento al petto: Inclina frontalmente il capo fino a cercare di toccare con il mento lo sterno. Puoi aumentare l’allungamento dei muscoli posteriori del collo, appoggiando le braccia sulla nuca, il loro peso farà il resto. Fai attenzione e non piegare la schiena in avanti. Mantieni la tensione per 3 secondi e torna. Esegui 10 ripetizioni.

E ora passiamo alle spalle: lavorare molto in posizione seduta davanti ad un pc porta a mantenere per diverse ore le spalle curve in avanti, a lungo andare può diventare un atteggiamento posturale costante del corpo andando ad influire sulla respirazione e sulla mobilità delle braccia. Ecco due esercizi che stimolano una buona apertura delle spalle.

Mani intrecciate: intreccia le dita delle mani dietro alla schiena, con i palmi rivolti verso il corpo. Mantenendo la schiena diritta, solleva le braccia aprendo le spalle e il petto più che puoi. Mantieni per 5 secondi e torna in posizione di partenza. Ripeti per 15 volte.

Abbracci: in questo esercizio ti chiedo di eseguire grandi abbracci, aprendo le braccia come a voler raccogliere più aria possibile per poi terminare il movimento attorno alle tue spalle. Esegui 15 abbracci progressivamente sempre più grandi.

Ora tocca alla schiena: i piegamenti in avanti della schiena hanno molti benefici. Creano un allungamento delle strutture posteriori del nostro corpo, dai talloni alla cima della testa e in particolare della schiena, tra una vertebra e l’altra.

La pinza: comincia a piegare in avanti prima il capo poi le spalle poi la schiena e poi il bacino, le mani scivolano lungo le gambe fin dove riescono ad arrivare. Se avverti molta tensione nella parte posteriore delle gambe puoi piegare leggermente le ginocchia. Mantieni la posizione per 3 respiri completi profondi. Torna in posizione iniziale avendo cura di piegare per prima cosa le ginocchia e poi raddrizzare lentamente il resto del corpo. Esegui 15 piegamenti.

E ora passiamo alle gambe

Questo esercizio è molto utile per rinforzare il quadricipite, i glutei e gli addominali, i muscoli che ti servono per camminare mantenendo senza fatica la schiena diritta.

Squat: piedi larghi quanto le spalle e le punte dei piedi leggermente ruotate verso l’esterno.

Allunga le braccia in avanti mentre pieghi le gambe e scendi con i glutei come se dovessi sfiorare una sedia dietro di te. Quando credi di aver raggiunto il punto più basso possibile, distendi le gambe e porta le braccia lungo i fianchi. Ripeti senza fermarti per almeno 10 volte.

Ed infine i piedi

L’esercizio punta tacco agisce come una pompa imprimendo una spinta alla circolazione degli arti inferiori e risvegliando la capacità di stare in equilibrio.

Ti consiglio di eseguire questo esercizio a piedi nudi e avere vicino qualcosa a cui tenerti nel caso l’equilibrio fosse incerto.

Comincia andando con entrambi i piedi in punta dei piedi, sforzati di alzare i talloni più che puoi, rimani qualche secondo e appoggia il tallone sollevando questa volta le punte dei piedi…non importa se fa qualche passetto per aggiustare l’equilibrio. E poi di nuovo in punta e poi talloni…esegui 20 ripetizioni tacco punta.

Mettiti a quattro zampe, l’esercizio che sto per presentarti da un enorme beneficio alla tua schiena scioglie le rigidità nella schiena, elasticizzando e rendendo flessibile la colonna vertebrale, il collo e le spalle.

Il Gatto: Portati a 4 zampe

Fai in modo che le ginocchia siano alla larghezza dei fianchi e le braccia diritte e perpendicolari alle spalle. La testa è in linea con la colonna. Le mani sono sulla stessa linea delle ginocchia, con le dita ben distribuite a terra. Verifica che il peso del corpo sia distribuito uniformemente sulle braccia e sulle ginocchia. Inspira e espirando abbassa la testa, portando il mento verso la gola e contemporaneamente solleva la schiena verso l’alto, formando come la una gobba di gatto. Contrai leggermente l’addome per fare in modo di alzare al massimo (senza forzare eccessivamente) la zona scapolare, cioè la parte alta della schiena. Inspira e lentamente allunga e distendi la colonna, abbassando la schiena più che puoi e contemporaneamente solleva la testa guardando verso l’alto. Questo è un ciclo, esegui fino 20 cicli.

Non potevano mancare gli addominali, cosi importanti per mantenere una corretta pressione intraddominale ed evitare scompensi del tratto lombare.

Il Plank: con questo esercizio si attivano i muscoli della schienaper aumentare la capacità di rimanere in posizione eretta con una postura diritta e stabile.

Come si esegue: Sdraiati rivolgendo l’addome verso terra. Piega i gomiti di 90° allineandoli perpendicolarmente alle spalle.  Il corpo deve formare una linea retta (dalla testa ai talloni). Devi appoggiarti solo sugli avambracci e sulle punte dei piedi. La testa ed il collo dovranno rimanere dritti, evita di allungarli in avanti o piegarli. I muscoli addominali ed i glutei dovranno rimanere sempre contratti finché l’esercizio non sarà terminato. Le gambe devono essere perfettamente dritte e leggermente distanti, non piegare le ginocchia.

Inizia tenendo la posizione per 10-15 secondi, riposa appoggiando le ginocchia a terra. Ripeti per 10 volte. Con il passare del tempo, aumenta il numero dei secondi per ogni esecuzione. 

E ora sei arrivato alla fine, il tuo risveglio muscolare è quasi completato. Fra poco userai le dita e i polsi per digitare sulla tastiera, cliccare con il mouse e tanto altro e allora ecco un ottimo esercizio di riscaldamento per le mani.

Sei in piedi, allunga le braccia davanti a te e apri e chiudi velocemente le mani per 30 secondi, poi apri le braccia a 90 gradi e continua per altri 30 sec ad aprire e chiudere le mani, da ultimo alzale sopra le testa e procedi per altri 30 secondi…stop! Ora non mi resta che augurarti buon lavoro!

Perché PARCfor conviene alle aziende?

Oggi vogliamo approfondire la tematica della convenienza economica per le aziende nell’adottare i dispositivi di prevenzione muscolo scheletrica, tralasciando solo per un momento gli importanti benefici apportati alla salute delle persone che lavorano.

Sì, perché PARCfor alle aziende conviene.

Vediamo, prima di tutto, i vantaggi diretti.

E’ possibile, in primis, godere di detrazione fiscale, per i costi di acquisto dei dispositivi PARC, negli anni di ammortamento.

E’ possibile ottenere lo sconto INAIL per le aziende che esibiscono l’OT 23/24 (da 30 a 40 punti).

I dispositivi PARC per il benessere muscolare rientrano tra le azioni di welfare aziendale e tra le buone pratiche WHP: il concetto di Promozione della Salute nei contesti occupazionali (workplace health promotion o WHP) presuppone che un’azienda non solo attui tutte le misure per prevenire gli infortuni e le malattie professionali ma si impegni anche ad offrire ai propri lavoratori opportunità per migliorare la propria salute, riducendo i fattori di rischio generali e in particolare quelli maggiormente implicati nella genesi delle malattie croniche.

Grazie a PARCfor è possibile adempiere all’obbligo di legge specifico relativo alle misure di prevenzione per i DMS (D.Lgs 81/08, Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro), con possibile verifica di efficacia dell’azione di miglioramento nel tempo.

Non solo, PARCfor offre ai suoi clienti la possibilità di godere dei vantaggi dei dispositivi PARC scegliendo la soluzione a noleggio e la conseguente deduzione del canone.  

I dispositivi PARC sono in linea con la Campagna sulla Sicurezza 2020/22 promossa dall’ EU-OSHA, l’Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, campagna che mette al centro buone pratiche a livello europeo per la lotta ai disturbi muscolo scheletrici.

La campagna dal titolo “Ambienti di lavoro sani e sicuri che alleggeriscono il carico” ha come obiettivo quello di sensibilizzare i decisori del mondo del lavoro sui disturbi muscolo scheletrici (DMS) legati al lavoro e di promuovere la gestione e la prevenzione di questo problema molto diffuso ed estremamente delicato.

Non meno importanti sono i vantaggi indiretti derivanti dall’adozione delle soluzioni innovative di PARCfor.

In primis, l’abbattimento dei costi relativi alla gestione di malattie muscoloscheletriche e la diminuzione delle ore di lavoro perse. Ricordiamo che i DMS sono la principale causa di assenteismo dal lavoro a livello internazionale.

Da segnalare anche il vantaggio derivante dal miglioramento della capacità lavorativa, della produttività e degli standard di qualità.

E infine, l’aumento del livello di soddisfazione e di motivazione dei lavoratori

PARCfor è davvero un complesso di soluzioni win-win. Per approfondire, clicca qui.

Analisi sui disturbi muscolo scheletrici negli operatori socio sanitari

Il personale operante in ambito sanitario e dei servizi alla persona, in particolare l’operatore socio-sanitario (OSS), è fra quelli più colpiti dai disturbi all’apparato muscolo scheletrico, in particolare a carico del rachide, delle spalle e delle mani.

L’attività dell’OSS, per esempio nelle Residenze Sanitarie per anziani, richiede ancora, nonostante la puntuale presenza nei reparti dei sistemi di ausiliazione elettrici e il supporto degli ausili minori, un consistente impegno fisico oltre che umano e relazionale.

Tra le attività a rischio più citate dalla lettura scientifica che incidono sulla salute muscolare degli OSS ricordiamo:

  • il sostegno, il sollevamento, il trasferimento e il riposizionamento del paziente;
  • lo svolgimento di determinate attività in posizione scorretta;
  • i fattori legati al paziente, al suo “carico” instabile e a volte complesso da spostare;
  • i ritmi di lavoro intensi;
  • l’aumento nella popolazione delle persone in sovrappeso e dei grandi obesi;
  • il progressivo aumento dell’età media degli operatori.

Nel vortice frenetico che caratterizza il tempo di lavoro dell’OSS, c’è un preciso momento che vorrei analizzare più nel dettaglio per capirne la rischiosità: è il momento dell’alzata al mattino.

Solitamente l’alzata nei reparti comincia con il turno del mattino subito dopo aver ricevuto le consegne del personale che smonta dalla notte. Inizia attorno alle 6.30 termina verso le 8.00 appena in tempo per iniziare il rito della colazione.

Si tratta quindi di un periodo di lavoro che dura circa un’ora e mezza/due in cui si accavallano, senza soluzioni di continuità, una serie di attività molto impegnative dal punto di vista muscolo scheletrico:

  • svestizione a letto delle persone parzialmente o non autosufficienti
  • igiene completa della persona assistita (a letto)
  • vestizione (a letto)
  • movimentazione manuale della persona parzialmente autonoma dalla posizione sdraiata a quella seduta o in piedi
  • se non autosufficiente, imbrago della persona a letto per movimentazione assistita dal sollevatore

Solitamente questa sequenza di operazioni viene svolta in due operatori, ma quello che non consola è che questo “avvio lavorativo” rappresenta, sull’intera giornata di lavoro, il momento di maggior sforzo muscolo scheletrico.

Si tratta infatti di operazioni che vengono spesso eseguite dagli operatori con movimenti scoordinati e ripetuti, e non per ultimo da azioni muscolari “a vuoto”, cioè quelle che vengono fatte senza che generino un reale contributo ai fini del lavoro.

Non esiste nessun altro momento, sulle 24 ore di lavoro di un OSS, in cui la mole di lavoro, il tempo contingentato e la variabilità delle condizioni dei pazienti al risveglio non certifichino il momento dell’alzata come il più rischioso per la salute muscolare degli operatori.

Da ultimo, ma per nulla trascurabile, il fatto che tale impegno avvenga in un momento della giornata in cui l’apparato muscolo scheletrico è ancora “addormentato” e come tale meno elastico, poco riscaldato e coordinato e quindi meno predisposto allo sforzo.

Comunicato stampa – Tre lavoratori su cinque affetti da disturbi muscolo scheletrici: ci pensa PARCfor

Tre lavoratori su cinque in Europa (fonte: UE-OSHA) lamentano disturbi muscolo scheletrici (DMS), fenomeni che interessano la schiena, il collo, le spalle e gli arti superiori, ma possono anche colpire gli arti inferiori e indicano qualsiasi lesione o patologia alle articolazioni o ad altri tessuti.

Un lavoratore su cinque ha evidenziato nell’ultimo anno dolori cronici alla schiena o al collo, mentre il 60% di quelli con problemi di salute legati al lavoro hanno indicato nei DMS la causa principale.

Il quadro diviene ancora più preoccupante se allarghiamo l’orizzonte di indagine al Pianeta: le patologie muscolo scheletriche rappresentano il quarto fattore di impatto sulla salute delle popolazioni e la seconda causa al mondo di disabilità, con il dolore alla schiena in testa a questa speciale classifica di fattori invalidanti.

I DMS sono altresì causa della metà delle assenze dal lavoro (con danni che ammontano al 4% del PIL) e per il 60% delle inabilità permanenti.

Si tratta di numeri impietosi, che certificano una problematica diffusa a livello internazionale che solo recentemente è stata oggetto di studio e di attenzione.

Per affrontare in modo sistemico il problema è nata PARCfor (https://www.parcfor.com/).

PARCfor è una start up, incubata in Bergamo Sviluppo, che sviluppa sistemi innovativi per la prevenzione e la promozione della salute muscolo scheletrica. I dispositivi PARC offrono in un modo semplice, autonomo e quotidiano soluzioni efficaci per i disturbi muscoloscheletrici lavoro correlati e per il recupero e/o il mantenimento delle abilità motorie e delle autonomie di movimento di soggetti soprattutto anziani.

La mente dietro le “invenzioni” di PARC è Debora Russi, consulente e formatrice per la salute muscolo-scheletrica dei lavoratori e founder/presidente della startup.

“Mi occupo di salute del corpo dal mio primo giorno di lavoro – dice Debora – La prima esperienza lavorativa, come fisioterapista, dedicata a riabilitare corpi acciaccati dalla malattia, e quella successiva come formatrice-consulente aziendale, mi hanno fatto incontrare centinaia di persone con disturbi muscolo scheletrici, e permesso di cogliere il bisogno di soluzioni efficaci per la salute muscolare dei lavoratori. Per questo ho ideato il PARC, una sintesi concreta di conoscenze, esperienze e intuizioni maturate in anni di lavoro”.

PARC è un sistema unico ed innovativo nel suo genere, che nasce dalla necessità di offrire in un modo semplice, autonomo e quotidiano soluzioni efficaci per i disturbi muscoloscheletrici al lavoro.

Attrezzi specifici regolabili in altezza, che simulano protocolli di fisioterapia, possono essere piazzati alle pareti degli uffici, nelle aree break o installate a fine linea di produzione, o ancora agganciate ad una struttura mobile per essere utilizzate simultaneamente da più lavoratori in reparti diversi di uno stesso stabilimento.

“Il lockdown imposto dall’emergenza Covid e il conseguente ricorso allo Smart Working– conclude Debora Russi – hanno accentuato i disturbi muscolo scheletrici nei lavoratori: Assosalute stima che il 50% degli italiani ne ha sofferto durante la quarantena. Stiamo ultimando una soluzione domestica, compatta e versatile, che consentirà di svolgere quotidianamente esercizi utili a prevenire, attenuare e curare i disturbi tipici di chi lavora con il computer”.

Disturbi muscoloscheletrici: un progetto europeo con una visione internazionale del problema

Lo scenario

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) sono, in tutto il mondo, tra i problemi di salute più frequentemente riportati sul luogo di lavoro. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), riconoscendo la gravità di questo fenomeno, ha realizzato il progetto “Review of research, policy and practice on prevention of work-related musculoskeletal disorders” (Revisione della ricerca, politica e pratica sulla prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici legati al lavoro).

Il progetto comprendeva tre componenti di ricerca. La prima è stata una revisione della letteratura esplorativa che ha esaminato i motivi della continua alta prevalenza di DMS nell’Unione europea (UE) e ha identificato le lacune nelle pratiche di prevenzione. Il secondo (i cui risultati sono presentati in questo rapporto) è stata un’analisi politica approfondita, di tutti i paesi dell’UE e oltre, per comprendere meglio le condizioni in cui le strategie, le politiche e le azioni per affrontare i DMS sono più efficaci. La terza è stata la ricerca sul campo condotta in sei Stati membri dell’UE per esplorare, attraverso focus group e interviste, ciò che stava accadendo realmente nei luoghi di lavoro e il ruolo delle strategie e delle politiche nella prevenzione dei DMS.


Una comprensione maggiore

Lo scopo del progetto è quello di ottenere una comprensione più completa delle sfide, in capo ai responsabili delle politiche di sicurezza e salute sul lavoro (OSH), nell’affrontare i DMS connessi al lavoro. Si intende fornire una migliore comprensione delle condizioni in cui le strategie, le politiche e le azioni per affrontare i DMS sono più efficaci. Il team del progetto ha identificato una varietà di strategie e iniziative utilizzate dalle parti interessate (compresi i regolatori e le agenzie di regolamentazione, le parti sociali, gli organismi professionali e i servizi di prevenzione) e ha esplorato il modo in cui tali strategie sono state adattate per soddisfare le condizioni e le esigenze dei diversi beneficiari.

Inoltre, le risorse sviluppate e utilizzate in queste iniziative (orientamento, kit di strumenti, pacchetti di formazione, applicazioni Web e strumenti elettronici) sono state analizzate per identificare i fattori che contribuiscono al loro successo o fallimento (compresi eventuali ostacoli alla loro attuazione).

Tra 140 iniziative specifiche segnalate all’UE-OSHA, sono state selezionate 25 esperienze e da queste poi si è giunti ad un approfondimento su 6 paesi europei in particolare.

Questi sei sono stati selezionati perché hanno applicato approcci strategici molto diversificati funzionali alla prevenzione dei DMS, un mainstream prezioso per tutti gli altri paesi. Infine, le prove accumulate dalle 25 revisioni brevi, le sei revisioni approfondite e altro materiale del progetto (ad esempio i focus group condotti nel terzo componente del progetto) sono state raccolte per fornire una panoramica generale delle politiche.

Cosa è emerso?

I DMS non sono puramente un problema legato al lavoro.
Affrontare i DMS richiede cambiamenti di atteggiamento (e, di conseguenza, di comportamento) non solo nella popolazione in età lavorativa al lavoro. Alcune delle iniziative lo hanno riconosciuto, cercando, ad esempio, di promuovere messaggi DMS tra individui in età scolare o di incoraggiare stili di vita generalmente più sani. Oltre a queste azioni specifiche, ci sono segni che almeno alcuni paesi stanno adottando un approccio più olistico alla salute, superando la tendenza a compartimentare la salute pubblica da quella professionale. Ciò è chiaramente auspicabile, poiché molti dei problemi di salute rilevanti per il mondo del lavoro, come i DMS e la salute psicosociale, sono il risultato di una molteplicità di fattori che originano e pesano tanto all’interno che all’esterno dell’ambiente di lavoro.

La legislazione non è la (sola) risposta.
Sebbene alcuni datori di lavoro evidenzino lacune nell’attuale quadro legislativo, è alquanto evidente che molti datori di lavoro non stanno applicando le indicazioni, ancorchè manchevoli, presenti nel quadro giuridico esistente.

Cambiare l’atteggiamento nei confronti dei rischi è fondamentale.
Nonostante gli sforzi per cambiare il mindset rispetto alla sicurezza, sembrano prevalere convinzioni secondo cui i rischi sono “una parte inevitabile del lavoro” e le misure di prevenzione e protezione per ridurli sono troppo invadenti, costose, onerose in termini di tempo, ecc. Queste miopi convinzioni rappresentano una barriera coriacea al cambiamento. La prevenzione nell’industria ha fatto molta strada da quando credeva, ad esempio, che la il danno respiratorio fosse una conseguenza inevitabile del lavoro in miniera;  è auspicabile che avvenga lo stesso cambiamento di mindset nei confronti della salute muscolo-scheletrica.

Le modifiche al sistema sono un requisito fondamentale per il successo.
Buona parte degli alibi secondo cui l’adozione di misure preventive richiede troppo tempo deriva da un sistema lavorativo che privilegia il lavoro rapido e la produzione ad ogni costo. Ciò si riflette dal lavoro in edilizia a quello nel settore sanitario-assistenziale. Urgono quindi cambiamenti del sistema, un diverso atteggiamento tra coloro che commissionano, pianificano o organizzano tale lavoro. Le plusvalenze a breve termine devono essere compensate rispetto ai benefici a lungo termine di una forza lavoro più sana ed efficace.

La lungimiranza è essenziale.
Nuovo mindset e nuove politiche devono guardare al domani ed essere lungimiranti. E’ impensabile restare ancorati all’oggi e non avere pianificazione e strategia rispetto alla gestione dei DMS, quando le statistiche informano come siano la prima causa di assenteismo dai luoghi di lavoro.

Il messaggio deve essere ampliato e coordinato.
La salute sul lavoro non è solo un problema del Medico competente o del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione. I punti analizzati chiariscono che pianificatori, progettisti, ingegneri, acquirenti, ecc. hanno tutti un compito importate da svolgere.

Bisogna ragionare in modo coerente per ogni gruppo target. All’interno di ogni gruppo target, alcuni individui dovranno convincere della necessità di agire e altri dovranno semplicemente sapere come intraprendere tale azione (nonché quale azione intraprendere). Questi pubblici diversi hanno esigenze diverse che possono quindi essere soddisfatte con approcci diversi.

Il pensiero logico è essenziale.
Qualunque sia il corso d’azione adottato, è essenziale che tali misure siano concepite, pianificate e attuate in risposta a un piano logico. Supponendo che l’obiettivo finale sia la riduzione dei DMS, qual è il flusso logico attraverso il quale l’intervento pianificato raggiungerà tale obiettivo? Quali ipotesi vengono fatte in quel flusso e quali sono le potenziali barriere al successo? Infine (ma soprattutto), come verrà valutato il successo di tale intervento?

Qui il Rapporto completo.