Nuovo rischio, la sedentarietà protratta: la somma che non ti aspetti

Apparteniamo alla società dell’anca flessa, la civiltà in assoluto più sedentaria nella storia in cui gli individui trascorrono moltissimo tempo seduti su una sedia.

Ogni volta che tengo un corso di formazione sul benessere muscoloscheletrico nel lavoro d’ufficio o sui corretti stili di vita, sconvolge sempre la somma, che faccio fare alle persone presenti in aula, delle ore che trascorrono stando seduti o comunque fermi durante una giornata di lavoro.

Quando va bene siamo sulle 7/8 ore, ma la media è di 10/11 ore, anche se non è infrequente che si arrivi anche a 13 ore.

La maggior parte delle persone prova uno stupore rassegnato, convinto che non sia una condizione tanto grave o che, pur volendo, non sia proprio possibile fare nulla, dati i vincoli della vita moderna, per abbattere quella somma.

Cominciamo a demolire la convinzione ingenua quanto errata che la sedentarietà non rappresenti un rischio per la salute:

  • bastano due ore per innescare brutti circoli viziosi nel corpo!
  • si bruciano meno grassi e il flusso di sangue è più lento;
  • aumentano pressione e i livelli di colesterolo;
  • lo zucchero rimane in eccesso nel sangue perché i muscoli che non si muovono, così il pancreas produce sempre più insulina, che può portare al diabete e altre malattie;
  • muscoli dorsali e addominali diventano flosci alterando la postura;
  • si irrigidisce e si accorcia l’ileo psoas limitando i movimenti delle anche;
  • rallenta la circolazione del sangue e il cuore fa più fatica;
  • caviglie gonfie, vene varicose a pericolosi coaguli di sangue;
  • aumenta la fragilità delle ossa;
  • si riduce l’apporto di ossigeno al cervello e di conseguenza la sua funzionalità ne risente.

Lo stupore in aula da rassegnato diventa contrassegnato da un’espressione dei volti che dicono pressappoco cosi: “azz……. non lo sapevo fosse cosi grave la faccenda!”.

E ora entriamo nella foresta dei vincoli per cercarci gli alberi delle possibilità:

  • alzarsi dalla sedia ogni 30 minuti e muoversi per qualche minuto
  • cambiare posizione frequentemente, se possibile alternare con la standing desk
  • lavorare in piedi, anche per brevi periodi, aumenta la frequenza cardiaca di circa 8 battiti/min
  • scendere una fermata prima dalla metropolitana o dal bus
  • parcheggiare l’auto distante dall’azienda
  • bere molta acqua fa bene al corpo e al movimento
  • al cervello bastano 5 minuti di camminata sostenuta per riacquisire freschezza ed energia mentale
  • una mail in meno, una rampa di scale in più
  • fare stretching durante le ore di lavoro
  • svolgere regolarmente attività fisica almeno 30 min per 5 volte a settimana (OMS)

Anche le postazioni di movimento del sistema PARC rappresentano un ottimo supporto per combattere la sedentarietà protratta negli uffici: gli attrezzi vengono collocati su aste eleganti e leggere che si fissano direttamente alle pareti (uffici, corridoi, aree break, aree wellness) occupando pochissimo spazio. Sono sufficienti brevi sessioni di movimenti PARC specifici per le spalle, i polsi, i gomiti o la schiena, eseguiti durante le pause di lavoro, mentre si dialoga con un collega o ancora nel tempo di un caffè.

Promuovere azioni di salute si deve, rimandare le scelte di salute no.
Appartieni anche tu alla società dell’anca flessa? Contattaci.

1 ottobre 2019 – Giornata mondiale dell’anziano

Nei prossimi 25 anni la popolazione mondiale con più di 65 anni crescerà più velocemente di qualsiasi altra fascia di età. Siamo pronti?

Nel 2050 il nostro sarà un mondo davvero vecchio. Si stima che gli anziani rappresenteranno il 21% della popolazione totale e saranno più numerosi dei giovani sotto i 15 anni. Il numero di persone in grado di provvedere al mantenimento di un anziano sarà meno della metà.

La famiglia del futuro conterà un maggior numero di vecchi che dovranno farsi assistere da anziani, anch’essi esposti a un maggior rischio di malattia e invalidità, persone che inevitabilmente si appoggeranno sui rispettivi nipoti e figli.

Mantenere in buone condizioni di salute una fascia di età fragile, soggetta a patologie croniche, degenerative, invalidanti è un compito prioritario.

L’esercizio fisico rappresenta una componente determinante per il mantenimento dello stato fisico e per il benessere generale delle persone anziane.Le autonomie dell’anziano sono tante e ognuna è preziosa, se le gambe fanno fatica a camminare, le braccia e le mani devono poter continuare ad abbracciare, prendere una tazzina di caffè, mangiare con la propria forchetta, lavarsi e pettinarsi. Se invece son le braccia che fanno più fatica, le gambe, i piedi, le ginocchia possono muoversi, garantire gli spostamenti, incontrare persone, godere di una breve passeggiata all’aria aperta. Mancavano sinora però soluzioni efficaci, in grado di salvaguardare, il più a lungo possibile, le autonomie motorie e cognitive della popolazione che invecchia. Il PARC, con le sue quattro postazioni di movimento semplici e regolabili, e la sua facilità di spostamento da un luogo ad un altro, promuove le diverse autonomie dell’anziano.

Le quattro postazioni del PARC sono infatti in grado di attivare:

  • esercizi fisici di allungamento e mobilità articolare per vestirsi, lavarsi e ballare;
  • esercizi di potenziamento della forza per alzarsi dal letto o dalla sedia;
  • allenamento delle mani, dita e polsi per tenere in mano una forchetta, abbottonare una camicia, aprire barattoli;
  • esercizi di elevazione delle braccia per poter prendere materiali dai pensili;
  • esercizi per migliorare la capacità di superare gradini e agevolare la salita/discesa dalle scale;
  • mobilizzazione delle spalle e stretching della parte superiore del tronco;
  • coordinamento ed equilibrio;
  • movimenti per le gambe che ne rafforzano i muscoli, dai piedi alla zona pelvica;
  • movimenti alternati destra – sinistra che migliorano la coordinazione.
Il PARC per il settore sanitario-assistenziale è pronto!

Il Fisioterapista di quartiere: una risorsa di movimento per anziani e non.

8 Settembre Giornata mondiale della Fisioterapia.

L’Italia è il secondo paese più vecchio nel mondo dopo il Giappone e nel 2020, cioè dopodomani, gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione.
E nonostante questi dati siano alla portata di tutti, soprattutto di chi ha il compito di rendere le città luoghi e spazi di benessere collettivo, ancora troppo poco si fa per promuovere e sostenere un approccio attivo all’invecchiamento:
L’esercizio fisico rappresenta una componente determinante per il mantenimento dello stato fisico e per il benessere dell’età anziana e sappiamo anche quanto giovi allo spirito fare del buon movimento in compagnia di qualcuno.

Abbiamo avuto il poliziotto di quartiere, stiamo sperimentando l’operatore di quartiere, probabilmente c’è anche la suora o il prete di quartiere, arriverà lo spazzino di quartiere e non pensiamo a quanto utile sarebbe avere il fisioterapista di quartiere?

Cosa potrebbe fare un fisioterapista di quartiere?

  • progettare negli spazi verdi comuni dei veri e propri circuiti “age friendly”;
  • individuare dei percorsi a piedi sicuri da fare in gruppo;
  • sensibilizzare, con brevi incontri teorici, la popolazione anziana sull’importanza dell’attività fisica;
  • promuovere le iniziative di movimento per tutta la comunità;
  • attivare network di volontari per coinvolgere anche la popolazione meno autonoma in attività di movimento.

C’è molto da fare per arrivare lì…ma ne vale la pena.

PARCfor sostiene la campagna LeManiGiuste e augura al nuovo governo e al neo ministro Roberto Speranza buon lavoro.