ErgoKita: un progetto di intervento ergonomico nel campo dell’istruzione scolastica

Parliamo oggi del progetto ErgoKita, che ha studiato i fattori di rischio relativi ai disordini muscoloscheletrici per gli insegnanti della scuola dell’infanzia e l’effetto e i benefici di un intervento di prevenzione. Lo studio è partito dalla misurazione fisiologica del lavoro, in modo particolare dalle posture disagevoli o scomode (ad esempio stare seduti ed effettuare sollevamenti dei bambini) e ha incluso anche la fornitura di attrezzature ergonomiche.

Il progetto ha incluso anche la progettazione di mobili più ergonomici per gli adulti, oltre che per i bambini, ottenendo un ottimo risultato nel miglioramento della salute dei lavoratori. E’ stata fondamentale la partecipazione dei lavoratori nel processo decisionale perché questo ha stimolato il loro impegno e ha contribuito ad una maggiore sensibilizzazione sul tema ergonomico, modificando quindi il comportamento sia sul luogo di lavoro che al di fuori di esso.

Scenario e problematiche

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) che interessano la parte bassa della schiena, il collo e gli arti superiori e in misura minore anche quelli inferiori sono tra le principali cause di infortunio sul lavoro e hanno un notevole impatto socio-economico.

I fattori di rischio per l’insorgenza dei DMS includono ritmo di lavoro elevato, schemi di movimento ripetitivi, tempo di recupero insufficienti, sollevamento di carichi pesanti (i bambini) e posture scomode del corpo. A questi fattori si aggiungono i rischi dell’ambiente di lavoro in ambito psicosociale (rilevanza dell’aspetto relazionale ed educativo con i bambini e stress nella relazione con i genitori).

Il tipo di attività che sperimentano i professionisti della educazione dei bambini comporta elevati stress fisici e mentali. I fattori di rischio del lavoro delle educatrici dell’infanzia sono determinati sia dalle altezze dei mobili e delle strutture a misura di bambino sia dal sollevamento e dal trasporto dei bambini stessi e infine dall’esecuzione di più compiti contemporaneamente (multitasking).

Le altezze dei tavoli e delle strutture a misura di bambino determina negli insegnanti l’adozione di posture scomode del corpo come piegarsi e chinarsi, accovacciarsi e inginocchiarsi per periodi prolungati mentre si svolgono compiti che richiedono la supervisione dei bambini, la loro alimentazione e la fornitura di cure igieniche. Tutte queste posture non neutre sono considerate fattori di rischio per lo sviluppo di DMS.

Il progetto ErgoKita

Il progetto ErgoKita ha perseguito diversi scopi: uno di questi è stato verificare lo stato delle conoscenze sui rischi derivanti dai carichi di lavoro negli insegnanti delle scuole materne. Inoltre, il carico di lavoro situazionale è stato valutato in modo obiettivo e soggettivo nelle diverse attività compiute dagli insegnanti. Determinando così gli effetti dell’influenza sui fattori e parametri strutturali (come il rapporto insegnante-bambino e le strutture disponibili): a valle di questo sono state quindi  identificate e valutate le misure di prevenzione più adeguate.

La durata del progetto è stata di 4 anni (2011-2014), con un follow-up 2 anni dopo, nel 2016.

Gli studi scientifici sono stati condotti dall’Istituto di sicurezza e salute sul lavoro dell’assicurazione contro gli infortuni sociali tedesca (Institut für Arbeitsschutz der Deutschen Gesetzlichen Unfallversicherung —IFA), dall’Istituto di ergonomia dell’Università di Tecnologia di Darmstadt e dall’Istituto di medicina del lavoro, sociale e ambientale della Goethe University di Francoforte.

Mobili ergonomici

Utilizzando i risultati dell’analisi, i questionari e i seminari condotti durante la fase di raccolta dei dati, è stato costruito un kit “base” di mobili in grado di migliorare l’organizzazione dell’ambiente di lavoro. Questo pacchetto di mobili è stato prodotto dal team di progetto e prevedeva sedute ad hoc per gli insegnanti (sedie, sgabelli, cuscini) e per bambini (letti per bambini e seggioloni), tavoli, scrivanie, panchine e piattaforme su cui i bambini potevano stare in piedi mentre venivano vestiti ed accuditi dagli insegnanti della scuola materna, letti per bambini e tavoli per il cambio dei pannolini con scale allungabili. L’obiettivo era quello di fornire mobili che non solo si adattassero alle esigenze dei bambini, ma evitassero anche posture scomode per gli insegnanti. Per ognuna delle quattro aree di attività (gioco, alimentazione, sonno e cura del corpo) le insegnanti appartenenti al team di progetto hanno discusso su quali mobili avrebbero potuto utilizzare maggiormente nei loro asili e quali cambiamenti rispetto ai loro comportamenti avrebbero potuto applicare per lavorare in un modo più ergonomico e “sano”.

Un nuovo modello comportamentale

Il progetto ErgoKita si è prefisso di cambiare anche il comportamento degli insegnanti della scuola materna. Per modificare il comportamento a favore di un modo di lavorare più ergonomico, sono state condotte sessioni di sensibilizzazione personalizzate. Nel preparare le sessioni di sensibilizzazione, sono stati utilizzati i dati biomeccanici, posturali e video relativi a situazioni lavorative in cui si sono verificate posture scomode.

I video di queste situazioni lavorative sono stati quindi mostrati agli insegnanti della scuola materna e sono stati sviluppati e suggeriti modi per migliorare la postura del corpo nell’esecuzione dell’attività, anche utilizzando i mobili appena adottati.

I questionari compilati dopo l’intervento hanno mostrato che gli insegnanti della scuola materna hanno riscontrato una riduzione notevole delle posture scomode. Questi dati soggettivi sono stati confermati dalla valutazione obiettiva delle medesime posture (inclinazione del tronco, inclinazione laterale del tronco, torsione della schiena) e del carico di lavoro muscoloscheletrico.

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Disturbi muscolo scheletrici in Italia: prevalenza, tipologie, impatto e prevenzione

Segnaliamo un’interessante ricerca della European Agency for Safety and Health at Work – EU-OSHA sui disturbi muscolo scheletrici (DMS) in Italia: prevalenza, tipologie, impatto e prevenzione.

Prevalenza dei DMS

La percentuale di lavoratori italiani che riferisce quanto il lavoro influisca sulla loro salute è inferiore (29% e 25%, rispettivamente per uomini e donne) rispetto ai livelli medi per i 28 Stati membri dell’UE (UE-28) (39% e 35%, rispettivamente).

La percentuale di lavoratori italiani affetti da mal di schiena, dolori muscolari agli arti inferiori e dolori muscolari alle spalle, al collo e / o agli arti superiori è inferiore alla media UE-28.

Nonostante ciò, i disturbi muscoloscheletrici (DMS) sono il tipo più tipico problema di salute identificato dai lavoratori italiani. Il mal di schiena è il problema di salute più comunemente identificato (51,6% di tutti i lavoratori), seguito dal dolore muscolare agli arti superiori (46,7% di tutti i lavoratori).

Secondo i dati nazionali disponibili, i DMS rappresentano il 65,7% di tutte le malattie professionali riconosciute in Italia. Inoltre, i dati sui principali e specifici tipi di DMS che portano a malattie professionali riconosciute mostrano che le malattie dei tessuti molli e le dorsopatie sono i due tipi più preponderanti di disturbi in Italia. Quattro tipi specifici di DMS (ernia del disco o altro disturbo del disco intervertebrale specificato, sindrome della cuffia dei rotatori, disturbi del disco lombare e altri dischi intervertebrali associati a radicolopatia e squilibrio della spalla) costituiscono fino a due terzi dei casi esistenti.

Impatto dei DMS

Per quanto riguarda i costi e gli altri oneri relativi ai DMS, i dati disponibili mostrano che il numero di anni di vita persi e vissuti con disabilità risultanti da DMS sul lavoro per 100.000 lavoratori rappresenta una percentuale inferiore del numero totale di anni di vita persi e vissuti con disabilità a causa di motivi diversi (cancro, problemi circolatori, lesioni, ecc.) rispetto alla media UE-28.

I dati mostrano anche che una percentuale inferiore di persone in Italia ha segnalato un periodo di assenza dal lavoro a causa di un problema di salute legato al lavoro stesso e che ha comportato un congedo per malattia rispetto al livello medio per l’UE-28, in particolare per quanto riguarda i periodi di congedo più lunghi.

Una percentuale inferiore di dipendenti italiani lavora in aziende che supportano i dipendenti a tornare al lavoro dopo una malattia a lungo termine rispetto alla media UE-28.

Fattori di rischio per i DMS

Una grande percentuale di dipendenti italiani è esposta a fattori fisici sul lavoro che possono metterli a rischio di DMS. Più precisamente, i più importanti fattori di rischio fisico sono le posizioni in piedi, i lavori che coinvolgono movimenti ripetitivi mano / braccio, il lavoro in posizione seduta e il lavoro con computer / laptop, in questo ordine. Un confronto con i dati a livello UE mostra che i quattro fattori di rischio fisico più importanti sono gli stessi in entrambi i casi.

Secondo i dati nazionali, il 74,5% dei lavoratori si sente esposto personalmente a rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro e al rischio di infortuni sul lavoro. Quasi tutti i lavoratori italiani (circa il 95,0%) dichiarano di conoscere l’entità dei rischi presenti nella propria azienda.

La maggior parte delle malattie professionali riconosciute legate ai DMS si presentano nei “lavoratori artigianali, qualificati e agricoli” (il 63,7% del totale, in termini assoluti); al contrario, sono rari tra i lavoratori altamente qualificati come professionisti o legislatori / dirigenti. Le malattie professionali riconosciute legate ai DMS sono particolarmente presenti in settori come l’edilizia, l’agricoltura / la pesca e l’industria manifatturiera.

Anche i fattori di rischio organizzativo e psicosociale svolgono un ruolo come potenziali fattori scatenanti dei DMS. I più rilevanti tra i dipendenti italiani sono il ritmo di lavoro (che dipende anche dalle esigenze delle altre persone, che lavorano a una velocità molto elevata) e la presenza di scadenze ravvicinate. Altri fattori di rischio relativamente importanti includono il ritmo di lavoro imposto dal loro capo, la fatica generale o, in generale, la difficoltà a dormire. Il confronto con i dati a livello di UE mostra che l’importanza relativa dei diversi fattori di rischio organizzativo e psicosociale è simile in Italia. I dati nazionali confermano che un numero relativamente elevato di lavoratori italiani (uno su quattro) riporta negativamente scadenze irraggiungibili, che si traducono in stress e ansia.

Prevenzione

I sondaggi condotti sulle imprese suggeriscono che i dipendenti italiani traggono considerevoli benefici da misure volte a prevenire i DMS nei loro luoghi di lavoro, con percentuali molto simili alla media UE-28. Più precisamente, la percentuale di dipendenti italiani che lavorano in ambienti in cui vi è una rotazione di compiti o la fornitura di attrezzature ergonomiche è leggermente inferiore alla media UE-28, mentre la percentuale di dipendenti italiani in ambienti che incoraggiano le pause regolari è leggermente più alta.

La stessa fonte mostra una percentuale più alta rispetto alla media UE-28 di dipendenti italiani che lavorano in aziende che forniscono formazione nei loro stabilimenti su diverse misure preventive.

Disturbi muscolo scheletrici in Azienda? La soluzione è PARCfor

Il 51% dei lavoratori in Italia (fonte: INAIL) soffre di disturbi alla schiena, il 46,7% lamenta dolori muscolari agli arti superiori. I disturbi muscolo scheletrici (DMS) sono causa del 50% delle assenze dal lavoro e per il 60% delle inabilità permanenti.

I DMS rappresentano, in Italia, il problema di salute più comunemente segnalato dai lavoratori.

Che fare?

PARCfor affianca le aziende fornendo un servizio di consulenza completo:

•             Valutazione dei rischi: MMC (movimentazione manuale carichi), MRAS (movimenti ripetuti agli arti superiori, traino e spinta, valutazione posturale;

•             Formazione del personale sul rischio specifico da MMC e MRAS

•             Riprogettazione ergonomica delle postazioni di lavoro

•             Installazione dei dispositivi di movimento PARC

I dispositivi PARC 410 e 510 si rivolgono alle aziende che:

•             hanno l’obbligo di fare la valutazione del rischio biomeccanico e di adottare misure di tutela per i lavoratori

•             svolgono attività che prevedono, tra le altre, movimentazione manuale carichi e/o movimenti ripetuti

•             vogliono agire un miglior controllo dello stato di salute del lavoratore in particolare di quello che invecchia

Le attività lavorative che espongono i lavoratori al rischio biomeccanico sono caratterizzate da fattori di rischio e cause fisiche specifiche:

•             Movimenti ripetitivi o che richiedono uno sforzo

•             Movimentazione manuale di carichi, specialmente quando si ruota o si piega la schiena

•             Vibrazioni, scarsa illuminazione o lavoro in ambienti freddi

•             L’assunzione di posture scorrette o statiche

•             Il mantenimento prolungato della stessa posizione in piedi o seduta

•             Ritmi intensi di lavoro

Alcune tra le principali attività lavorative a cui si rivolge PARCfor:

  • Lavorazioni a ritmi prefissati e/o con obiettivi di produzione
  • Montaggio, assemblaggio, microassemblaggio su linea;
  • Preparazioni manuali, confezionamento, imballaggi, ecc. su linea;
  • Levigatura e/o sbavatura e/o rifinitura ecc. manuale e/o con strumenti vibranti nella lavorazione del legno, plastica, ceramica, ecc.;
  • Approvvigionamento e/o scarico linea o macchina (torni, frese, presse, macchine da stampa, macchine tessili, filatoi, ecc.) per il trattamento superficiale di manufatti (in metallo, legno, resine, plastica, stoffa, ecc.)
  • Operazioni di cernita, selezione con uso degli arti superiori (ad es. nell’industria ceramica, del bottone, alimentare ecc.);
  • Lavorazione delle carni: macellazione, taglio e confezionamento;
  • Altre lavorazioni a ritmi non vincolati ma eseguiti con continuità e/o a ritmi elevati;

In cosa consistono i dispositivi PARC 410 e PARC 510?

PARC 410 è composto da aste in metallo, facili da fissare a muro o su altre strutture, a cui vengono agganciati gli attrezzi specifici e corrispondenti al segmento muscolo scheletrico maggiormente a rischio di sovraccarico dalla lavorazione svolta.

Ideale per essere collocate a fianco, o comunque vicine, a postazioni di lavoro particolarmente faticose, oppure al termine di un’isola di lavoro in modo tale che, anche i movimenti PARC, finalizzati alla prevenzione e allo scarico della fatica muscolare, possano rientrare nel ciclo lavorativo.

PARC 510 è composto da telaio mobile su cui sono collocati specifici attrezzi ergonomici che consentono a più lavoratori insieme di eseguire movimenti fisioterapici per il benessere muscolo articolare delle parti del corpo maggiormente sollecitate.

Ideale per essere collocato vicino alle aree break/ristoro, nelle aree briefing o fruibile da reparti diversi in virtù della sua estrema facilità di spostamento.

Risveglia il corpo, il cervello ringrazia!

Ti aspetta una giornata chino e curvo sullo smartphone e sul pc? Approfitta dell’energia del risveglio per muoverti e la giornata inizierà con una sferzata di buonumore e di vitalità che durerà fino a sera. Fare movimento appena svegli apporta tantissimi benefici, la giornata riceve un surplus di energia muscolare e mentale notevole, con risultati apprezzabili sulla qualità della vita e sul raggiungimento dei propri obiettivi.
Inizia la giornata in compagnia di una breve sequenza di esercizi che coinvolgano tutto il corpo, dal collo alle punte dei piedi, cosi facendo avrai tolto la ruggine della notte alle tue articolazioni e potrai attivare i muscoli utili al mantenimento della corretta postura.

Il programma di risveglio dura circa 10-15 minuti, procedi senza fretta, dando ai muscoli il tempo di attivarsi.

Ti serve solo un tappetino per gli esercizi a terra, ma va benissimo anche il tappeto di casa, l’importate è che tu sia comodo.

Partiamo dalla posizione eretta e cominciamo a riscaldare prima il collo, per poi scendere via via fino ai piedi. Poi a 4 zampe ed infine Torniamo in piedi per l’ultimo esercizio di riscaldamento delle mani…saranno cosi pronte per tamburellare sulla tastiera.

In piedi, posizione eretta, piedi divaricati un palmo, punte dei piedi parallele.

Partiamo dal collo, troppo spesso affaticato e irrigidito a causa di posizioni scorrette che assumiamo durante il giorno, a volte anche la notte.

Questi esercizi ti sono utili per prevenire i disturbi alla cervicale e mantenere una buona elasticità dei muscoli del collo.

Spalle alle orecchie:  solleva le spalle verso le orecchie fino ad avvertire una leggera tensione nel collo e nelle spalle. Mantieni questa tensione di allungamento per 3 secondi, quindi rilascia e ritorna alla posizione di partenza. Esegui 10 ripetizioni.

Inclina con brio: con la mano destra prendi, inarcando il braccio sul capo, la parte sinistra del viso e fai una lieve pressione per inclinare il capo verso la spalla; lo stesso movimento va fatto poi con la mano sinistra, prendendo la parte destra del viso. Fai attenzione a mantenere diritta la schiena. Le posizioni devono essere mantenute 3 secondi e i movimenti indicati vanno ripetuti 10 volte per lato.

Mento al petto: Inclina frontalmente il capo fino a cercare di toccare con il mento lo sterno. Puoi aumentare l’allungamento dei muscoli posteriori del collo, appoggiando le braccia sulla nuca, il loro peso farà il resto. Fai attenzione e non piegare la schiena in avanti. Mantieni la tensione per 3 secondi e torna. Esegui 10 ripetizioni.

E ora passiamo alle spalle: lavorare molto in posizione seduta davanti ad un pc porta a mantenere per diverse ore le spalle curve in avanti, a lungo andare può diventare un atteggiamento posturale costante del corpo andando ad influire sulla respirazione e sulla mobilità delle braccia. Ecco due esercizi che stimolano una buona apertura delle spalle.

Mani intrecciate: intreccia le dita delle mani dietro alla schiena, con i palmi rivolti verso il corpo. Mantenendo la schiena diritta, solleva le braccia aprendo le spalle e il petto più che puoi. Mantieni per 5 secondi e torna in posizione di partenza. Ripeti per 15 volte.

Abbracci: in questo esercizio ti chiedo di eseguire grandi abbracci, aprendo le braccia come a voler raccogliere più aria possibile per poi terminare il movimento attorno alle tue spalle. Esegui 15 abbracci progressivamente sempre più grandi.

Ora tocca alla schiena: i piegamenti in avanti della schiena hanno molti benefici. Creano un allungamento delle strutture posteriori del nostro corpo, dai talloni alla cima della testa e in particolare della schiena, tra una vertebra e l’altra.

La pinza: comincia a piegare in avanti prima il capo poi le spalle poi la schiena e poi il bacino, le mani scivolano lungo le gambe fin dove riescono ad arrivare. Se avverti molta tensione nella parte posteriore delle gambe puoi piegare leggermente le ginocchia. Mantieni la posizione per 3 respiri completi profondi. Torna in posizione iniziale avendo cura di piegare per prima cosa le ginocchia e poi raddrizzare lentamente il resto del corpo. Esegui 15 piegamenti.

E ora passiamo alle gambe

Questo esercizio è molto utile per rinforzare il quadricipite, i glutei e gli addominali, i muscoli che ti servono per camminare mantenendo senza fatica la schiena diritta.

Squat: piedi larghi quanto le spalle e le punte dei piedi leggermente ruotate verso l’esterno.

Allunga le braccia in avanti mentre pieghi le gambe e scendi con i glutei come se dovessi sfiorare una sedia dietro di te. Quando credi di aver raggiunto il punto più basso possibile, distendi le gambe e porta le braccia lungo i fianchi. Ripeti senza fermarti per almeno 10 volte.

Ed infine i piedi

L’esercizio punta tacco agisce come una pompa imprimendo una spinta alla circolazione degli arti inferiori e risvegliando la capacità di stare in equilibrio.

Ti consiglio di eseguire questo esercizio a piedi nudi e avere vicino qualcosa a cui tenerti nel caso l’equilibrio fosse incerto.

Comincia andando con entrambi i piedi in punta dei piedi, sforzati di alzare i talloni più che puoi, rimani qualche secondo e appoggia il tallone sollevando questa volta le punte dei piedi…non importa se fa qualche passetto per aggiustare l’equilibrio. E poi di nuovo in punta e poi talloni…esegui 20 ripetizioni tacco punta.

Mettiti a quattro zampe, l’esercizio che sto per presentarti da un enorme beneficio alla tua schiena scioglie le rigidità nella schiena, elasticizzando e rendendo flessibile la colonna vertebrale, il collo e le spalle.

Il Gatto: Portati a 4 zampe

Fai in modo che le ginocchia siano alla larghezza dei fianchi e le braccia diritte e perpendicolari alle spalle. La testa è in linea con la colonna. Le mani sono sulla stessa linea delle ginocchia, con le dita ben distribuite a terra. Verifica che il peso del corpo sia distribuito uniformemente sulle braccia e sulle ginocchia. Inspira e espirando abbassa la testa, portando il mento verso la gola e contemporaneamente solleva la schiena verso l’alto, formando come la una gobba di gatto. Contrai leggermente l’addome per fare in modo di alzare al massimo (senza forzare eccessivamente) la zona scapolare, cioè la parte alta della schiena. Inspira e lentamente allunga e distendi la colonna, abbassando la schiena più che puoi e contemporaneamente solleva la testa guardando verso l’alto. Questo è un ciclo, esegui fino 20 cicli.

Non potevano mancare gli addominali, cosi importanti per mantenere una corretta pressione intraddominale ed evitare scompensi del tratto lombare.

Il Plank: con questo esercizio si attivano i muscoli della schienaper aumentare la capacità di rimanere in posizione eretta con una postura diritta e stabile.

Come si esegue: Sdraiati rivolgendo l’addome verso terra. Piega i gomiti di 90° allineandoli perpendicolarmente alle spalle.  Il corpo deve formare una linea retta (dalla testa ai talloni). Devi appoggiarti solo sugli avambracci e sulle punte dei piedi. La testa ed il collo dovranno rimanere dritti, evita di allungarli in avanti o piegarli. I muscoli addominali ed i glutei dovranno rimanere sempre contratti finché l’esercizio non sarà terminato. Le gambe devono essere perfettamente dritte e leggermente distanti, non piegare le ginocchia.

Inizia tenendo la posizione per 10-15 secondi, riposa appoggiando le ginocchia a terra. Ripeti per 10 volte. Con il passare del tempo, aumenta il numero dei secondi per ogni esecuzione. 

E ora sei arrivato alla fine, il tuo risveglio muscolare è quasi completato. Fra poco userai le dita e i polsi per digitare sulla tastiera, cliccare con il mouse e tanto altro e allora ecco un ottimo esercizio di riscaldamento per le mani.

Sei in piedi, allunga le braccia davanti a te e apri e chiudi velocemente le mani per 30 secondi, poi apri le braccia a 90 gradi e continua per altri 30 sec ad aprire e chiudere le mani, da ultimo alzale sopra le testa e procedi per altri 30 secondi…stop! Ora non mi resta che augurarti buon lavoro!