Emergenza salute al lavoro in Europa.

salute sul lavoro

La necessità di migliorare la salute sul lavoro in Europa è una priorità .

Il Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute (DoRS – Regione Piemonte) pubblica un interessante articolo sui costi degli infortuni e delle malattie professionali in Europa. Nel 2016, in Europa quasi 2,4 milioni di infortuni hanno causato un’assenza dal lavoro di almeno 4 giorni e 3182 persone sono decedute per infortunio. Inoltre il 7,9% della forza lavoro soffre di problemi di salute legati al lavoro, determinando nel 36% dei casi un’assenza dal lavoro superiore a 4 giorni. Avere un quadro chiaro dei costi degli infortuni e delle malattie professionali è fondamentale per i responsabili politici, i datori di lavoro, i lavoratori, i ricercatori e altre figure che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro. Tali stime possono aiutare a stabilire le priorità nell’assegnazione delle risorse da dedicare alla prevenzione. Prevenzione che oggi, grazie ai sistemi PARC 510 e PARC 410 Trova un’arma in più.

Ne abbiamo parlato anche in questo articolo ricordando il focus della campagna EU-OSHA 2020-22 sulle malattie muscolo scheletriche da lavoro derivate.

Leggi l’articolo: Il costo degli infortuni e delle malattie professionali

Confronto tra esperienze di ergo formatori

Interessante confronto tra esperienze di ergo formatori quello organizzato dal Policlinico di Milano in collaborazione con EPM – INTERNATIONAL ERGONOMICS SCHOOL il 20 febbraio, presso la Clinica Mangiagalli.
C’è un contesto di lavoro, che sta pagando un conto molto alto per gestire gli esiti da esposizione al rischio da movimentazione manuale pazienti e da sovraccarico biomeccanico. La sanità ed in particolare le attività di servizi alla persona (ospedali, residenze sanitarie per anziani) da tempo, vengono identificate, a livello Europeo, come settori lavorativi che comportano necessità di gestione del rischio specifico.
Tutti noi, che ci occupiamo di prevenzione dei principali disturbi muscolo scheletrici, siamo alla ricerca di strategie convincenti e inclusive di riduzione del rischio da sovraccarico biomeccanico e di strumenti di prevenzione e promozione efficaci ma sopratutto desiderabili e applicabili prima di tutto dai lavoratori.
Cosa possiamo fare di nuovo e di concreto? La formazione che facciamo al personale riesce a diventare un dispositivo di prevenzione quotidiano? Le procedure operative di lavoro agevolano realmente il lavoro di assistenza? E quando il senso di fatica fisica costringe il corpo di chi lavora a scegliere delle scorciatoie…come le decostruiamo per disincentivarne l’uso? Cosa ne pensate?

Se ti vedo, ti credo…

I colori del nuovo PARC mod. 360

Quando devi scegliere, dalla mazzetta dei colori, il RAL del telaio.…incroci le dita e speri di avere ben azzeccato! Ma fino a quando non lo vedi con i tuoi occhi, la certezza di aver fatto la scelta giusta non la puoi accendere. 19 febbraio: in carpenteria ad aspettarmi c’era il telaio appena verniciato di RAL 6012. Tagliata a misura la sedia gialla, montata sul telaio e, a colpo d’occhio, le due tonalità sembrano andare d’accordo. Anche questo è lavoro: facciocosevedogente! Ci rivediamo ai prossimi accostamenti cromatici per continuare la vestizione del PARC 360.

Nuovo rischio, la sedentarietà protratta: la somma che non ti aspetti

Apparteniamo alla società dell’anca flessa, la civiltà in assoluto più sedentaria nella storia in cui gli individui trascorrono moltissimo tempo seduti su una sedia.

Ogni volta che tengo un corso di formazione sul benessere muscoloscheletrico nel lavoro d’ufficio o sui corretti stili di vita, sconvolge sempre la somma, che faccio fare alle persone presenti in aula, delle ore che trascorrono stando seduti o comunque fermi durante una giornata di lavoro.

Quando va bene siamo sulle 7/8 ore, ma la media è di 10/11 ore, anche se non è infrequente che si arrivi anche a 13 ore.

La maggior parte delle persone prova uno stupore rassegnato, convinto che non sia una condizione tanto grave o che, pur volendo, non sia proprio possibile fare nulla, dati i vincoli della vita moderna, per abbattere quella somma.

Cominciamo a demolire la convinzione ingenua quanto errata che la sedentarietà non rappresenti un rischio per la salute:

  • bastano due ore per innescare brutti circoli viziosi nel corpo!
  • si bruciano meno grassi e il flusso di sangue è più lento;
  • aumentano pressione e i livelli di colesterolo;
  • lo zucchero rimane in eccesso nel sangue perché i muscoli che non si muovono, così il pancreas produce sempre più insulina, che può portare al diabete e altre malattie;
  • muscoli dorsali e addominali diventano flosci alterando la postura;
  • si irrigidisce e si accorcia l’ileo psoas limitando i movimenti delle anche;
  • rallenta la circolazione del sangue e il cuore fa più fatica;
  • caviglie gonfie, vene varicose a pericolosi coaguli di sangue;
  • aumenta la fragilità delle ossa;
  • si riduce l’apporto di ossigeno al cervello e di conseguenza la sua funzionalità ne risente.

Lo stupore in aula da rassegnato diventa contrassegnato da un’espressione dei volti che dicono pressappoco cosi: “azz……. non lo sapevo fosse cosi grave la faccenda!”.

E ora entriamo nella foresta dei vincoli per cercarci gli alberi delle possibilità:

  • alzarsi dalla sedia ogni 30 minuti e muoversi per qualche minuto
  • cambiare posizione frequentemente, se possibile alternare con la standing desk
  • lavorare in piedi, anche per brevi periodi, aumenta la frequenza cardiaca di circa 8 battiti/min
  • scendere una fermata prima dalla metropolitana o dal bus
  • parcheggiare l’auto distante dall’azienda
  • bere molta acqua fa bene al corpo e al movimento
  • al cervello bastano 5 minuti di camminata sostenuta per riacquisire freschezza ed energia mentale
  • una mail in meno, una rampa di scale in più
  • fare stretching durante le ore di lavoro
  • svolgere regolarmente attività fisica almeno 30 min per 5 volte a settimana (OMS)

Anche le postazioni di movimento del sistema PARC rappresentano un ottimo supporto per combattere la sedentarietà protratta negli uffici: gli attrezzi vengono collocati su aste eleganti e leggere che si fissano direttamente alle pareti (uffici, corridoi, aree break, aree wellness) occupando pochissimo spazio. Sono sufficienti brevi sessioni di movimenti PARC specifici per le spalle, i polsi, i gomiti o la schiena, eseguiti durante le pause di lavoro, mentre si dialoga con un collega o ancora nel tempo di un caffè.

Promuovere azioni di salute si deve, rimandare le scelte di salute no.
Appartieni anche tu alla società dell’anca flessa? Contattaci.